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Persistenze

Progetto fotografico di tutela della memoria

Era l’anno 1978 quando in Italia venne emanata la legge 180, la norma che sanciva il superamento e la chiusura di tutte le strutture manicomiali, nominando così l’Italia l’unico paese al mondo senza manicomi. Che cos’era il manicomio? Chi erano i pazzi? Che impatto ha avuto il manicomio sulla cultura del nostro paese? Cosa rimane oggi di quella realtà?

Il progetto “PERSISTENZE” si muove all’interno delle strutture ormai chiuse e che non si sono riconvertite a diverso uso dopo la riforma, cercando di dare una risposta a queste domande, cercando storie e testimonianze di quella che è stata la difficile realtà manicomiale con l’intento non solo di documentare e di tutelare la memoria storica, ma anche di divulgare storie di questo importante spaccato storico e sociale del nostro paese.

METODO DI RICERCA

Dopo aver ricevuto un regolare permesso di accesso, ho scelto di essere accompagnato da una persona che conoscesse bene il luogo, questo per farmi raccontare dettagli e storie della struttura che stavo per fotografare.
Racconti e testimonianze sono stati raccolti attraverso il mio blog.
Sulla pagina CREDITS, i nominativi di chi mi ha fornito informazioni storiche sulle strutture.
 

SCHEMA DI INSERIMENTO SUL SITO

Le schede di approfondimento delle strutture manicomiali sono strutturate con queste informazioni in sequenza di 9 punti, dove recuperate:  1. DATI STORICI – 2. STORIA DELLA STRUTTURA – 3. VIDEO DI INCONTRI PUBBLICI DEDICATI ALLA STRUTTURA – 4. ASSOCIAZIONE DI TUTELA DELLA MEMORIA – 5. APPROFONDIMENTO E-BOOK SU UNA STORIA DELLA STRUTTURA – 6. POST DI APPROFONDIMENTO – 7. LIBRI (libreria in arrivo a Gennaio 2020) – 8. VIDEO DI APPROFONDIMENTO CONDIVISI DAL CANALE YOUTUBE – 9. CAROSELLO DI FOTO (aggiunta di memorie orali per descrivere gli scatti a partire dal 2020) 
 

IMPLEMENTAZIONI FUTURE

Nel 2020 inizierò una ricerca di fonti orali relative alle strutture documentate sul sito, per intervistarle.
Durante l’intervista mostrerò le fotografie che ho scattato nella struttura della fonte orale, per cercare una nuova descrizione e nuove storie attraverso l’esperienza di chi l’ha vissuta in prima persona