Fra coraggio e ricordi dentro il manicomio di Vercelli

manicomio vercelli

Tutto è pronto per spingermi ancora più in là. Piemonte, Vercelli. Il manicomio di Vercelli. L’emozione si fa sentire. Viaggio comodamente in treno, macchina fotografica, cavalletto e adrenalina. Tutto è pronto. Guardo fuori dal finestrino con quell’emozione tipica che ci prende dal cuore fino alla gola, come se un oggetto invisibile ci facesse pressione sul petto facendoci … Read more

Oltre le mura del manicomio di Cogoleto

manicomio cogoleto

Suona la sveglia. Sono le 4:00. Fuori è buio, la città dorme. Io non sento il sonno, l’adrenalina di vedere quel luogo è troppo alta. Sono in piedi, pronto, destinazione Cogoleto: il manicomio più grande d’Italia. Salgo sul treno e quando stanno per uscire le prime luci dell’alba mi affaccio dal finestrino a vedere l’Italia che si … Read more

Perchè fotografare manicomi?

“Perchè fotografare manicomi?” Questa è la domanda che ho ricevuto più frequentemente. Non cosa ho trovato nei luoghi abbandonati. Non perchè ho scelto questo genere fotografico a differenza di altri. Nessuna di queste domande. E quale miglior posto se non il mio blog per rispondere virtualmente a chi ancora si sta chiedendo: perchè fotografare i manicomi? Sono … Read more

Finestra con vista sul mondo

Finestra, Maragliano, Volterra, manicomio di Volterra

Eccolo lì, il Maragliano. E’ vecchio, polveroso, fragile. Fuori fa caldo, un bel clima primaverile qua a Volterra. Mi avvicino alla porta con la guida e, prima di entrare, la vedo bussare alla porta dicendo: “C’è nessuno?” Rimango momentaneamente impietrito. Queste parole usate per allertare qualcuno del nostro arrivo, per poter far allontanare qualcosa per … Read more

Archeologia Sanitaria: guida all’uso

Ho voluto coniare il termine Archeologia Sanitaria per evidenziare quella parte dell’Archeologia Industriale che tratta solo strutture dedicate alla cura della persona: in questa branca si inserisce il mio progetto fotografico sui manicomi non riconvertiti a diverso uso dopo la legge 180 intitolato PERSISTENZE. Da 8 anni documento solo strutture sanitarie abbandonate: manicomi, perchè fanno … Read more

PERSISTENZE – Manicomio di Colorno

Nel 1872 la Provincia di Parma collocò l’Ospedale psichiatrico provinciale in un’ala del palazzo Ducale di Colorno. I locali purtroppo non avevano una struttura adeguata per lo scopo a cui si era posto ed oggi quella carenza è il manifesto del degrado a cui venivano sottoposti i pazienti: all’epoca la struttura manicomiale di Colorno era adibita a “contenitore sociale”, venivano rinchiuse
le persone non in base alla patologia ma al livello di pericolosità sociale. A metà degli anni ‘60 Colorno fu investito dal movimento antipsichiatrico, movimento di denuncia verso le violenze effettuate al suo interno. Nel 1969 fu occupato da un gruppo di studenti della facoltà di Medicina di Parma con l’intento di manifestare contro le discriminazioni sociali fra i pazienti, la gerarchia nel suo interno e l’assenza di possibiltà di controllo da parte dei familiari. Nello stesso anno approdò a Colorno come direttore il Dott. Franco Basaglia che iniziò il processo di
deistutionalizzazione del manicomio. La struttura è stata definitivamente chiusa negli anni 90.

Galleria Manicomio di Colorno

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PERSISTENZE – Manicomio di Siena

Inaugurato il 6 Dicembre del 1818, il manicomio di Siena “San Niccolò” è da considerarsi una struttura manicomiale fra le più vecchie della Toscana.
La parte architettonica dell’edificio sicuramente più particolare è il padiglione “Conolly”.
Questa area destinata ad accogliere i pazienti più gravi, i “clamorosi”, è un esempio di Panopticon, struttura di base circolare che dava la possibilità ad un unico sorvegliante di vigilare su tutti i pazienti.
Il manicomio “San Niccolò” è famoso anche grazie all’operato svolto dal direttore Carlo Livi, ruolo ricoperto dal 1858 al 1873, il quale dichiarò che il lavoro era uno strumento per il recupero delle persone malate di mente: il pensiero era quello di ridare ai pazienti la stessa professione che svolgevano prima del loro ricovero.
La maggior parte dei degenti lavorava nella colonia agricola e, per coloro che svolgevano un lavoro differente, fu  creata una vera e propria “città” con strutture dove venivano svolti lavori di carattere artigianale.



Galleria Manicomio di Siena

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