DAI PIXEL ALLA TELA – Dalla fotografia alla pittura

Come introdotto in un precedente post, l’artista toscana susi ha deciso di intraprendere un cammino artistico legato alla raffigurazione della realtà manicomiale, trasformando in quadri alcune mie foto. Dopo quella del corridoio con le celle di contenzione del manicomio di Maggiano, susi ha realizzato questa sua nuova opera utilizzando sempre un’immagine della struttura lucchese. La … Leggi tutto

PERSISTENZE A 400ISO

manicomio di racconigi

Il progetto Persistenze è stato pubblicato sul sito Il lavoro culturale all’interno della sua sezione dedicata alla fotografia chiamata 400 ISO. Un ringraziamento in particolare a Silvia Jop e alla redazione di Il lavoro Culturale per questa pubblicazione che mi hanno offerto. Il lavoro Culturale nasce a Siena nell’ambiente universitario e si occupa condivisione e … Leggi tutto

CONCORSI – ExArea 2012

Dopo il successo della prima edizione con 116 fotografi e oltre 400 foto inviate, ritorna il concorso fotografico dedicato all’Archeologia Industriale “ExArea”. Oltre all’aver allargato il raggio dei luoghi da fotografare, abbracciando l’essenza degli edifici abbandonati come soggetto da rappresentare e allontanandosi dalla matrice industriale che aveva caratterizzato la precedente edizione, ci sarà la possibilità … Leggi tutto

CONCORSI – ExArea

L’Associazione Culturale Feudo Ron Alfrè di Aversana, Eboli, ha organizzato il primo concorso fotografico dedicato all’Archeologia Industriale.
La fotografia dell’Ex Ospedale Psichiatrico di Maggiano, qua visibile, ha ricevuto una menzione speciale da parte della giuria.

Qua i link del concorso con tutti i vincitori ExArea e qua la pagina dedica al concorso sul sito dell’AUDIS, Associazione Aree Urbane Dismesse.

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MOSTRE – Interni della Mente – Siena

Venerdì 8 Ottobre alle ore 17:00, presso il Palazzo San Niccolò, Via Roma, 56,  al pianozero, sarà inaugurata la mostra “Interni della Mente”, mostra che fa parte del progetto “Memorie dalla città dei Folli” organizzata dal Centro Ricerche Etnoantropologiche C.R.E.A. Saranno esposte 8 fotografie del progetto “PERSISTENZE” e alcune opere dell’artista romano Andrea Sampaolo. La … Leggi tutto

PERSISTENZE – Manicomio di Colorno

Nel 1872 la Provincia di Parma collocò l’Ospedale psichiatrico provinciale in un’ala del palazzo Ducale di Colorno. I locali purtroppo non avevano una struttura adeguata per lo scopo a cui si era posto ed oggi quella carenza è il manifesto del degrado a cui venivano sottoposti i pazienti: all’epoca la struttura manicomiale di Colorno era adibita a “contenitore sociale”, venivano rinchiuse
le persone non in base alla patologia ma al livello di pericolosità sociale. A metà degli anni ‘60 Colorno fu investito dal movimento antipsichiatrico, movimento di denuncia verso le violenze effettuate al suo interno. Nel 1969 fu occupato da un gruppo di studenti della facoltà di Medicina di Parma con l’intento di manifestare contro le discriminazioni sociali fra i pazienti, la gerarchia nel suo interno e l’assenza di possibiltà di controllo da parte dei familiari. Nello stesso anno approdò a Colorno come direttore il Dott. Franco Basaglia che iniziò il processo di
deistutionalizzazione del manicomio. La struttura è stata definitivamente chiusa negli anni 90.

Galleria Manicomio di Colorno

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PERSISTENZE – Manicomio di Siena

Inaugurato il 6 Dicembre del 1818, il manicomio di Siena “San Niccolò” è da considerarsi una struttura manicomiale fra le più vecchie della Toscana.
La parte architettonica dell’edificio sicuramente più particolare è il padiglione “Conolly”.
Questa area destinata ad accogliere i pazienti più gravi, i “clamorosi”, è un esempio di Panopticon, struttura di base circolare che dava la possibilità ad un unico sorvegliante di vigilare su tutti i pazienti.
Il manicomio “San Niccolò” è famoso anche grazie all’operato svolto dal direttore Carlo Livi, ruolo ricoperto dal 1858 al 1873, il quale dichiarò che il lavoro era uno strumento per il recupero delle persone malate di mente: il pensiero era quello di ridare ai pazienti la stessa professione che svolgevano prima del loro ricovero.
La maggior parte dei degenti lavorava nella colonia agricola e, per coloro che svolgevano un lavoro differente, fu  creata una vera e propria “città” con strutture dove venivano svolti lavori di carattere artigianale.



Galleria Manicomio di Siena

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