Quello che il Manicomio di Voghera vuole dirci

Voglio anticipare il mio post sul manicomio di Voghera con questa piccola introduzione.

Voglio riportare una riflessione della Dott.ssa Marta Rambaldelli, medico e collaboratrice per la tutela storica del manicomio di Voghera, su quello che questa struttura riesce a regalare.

Forse questo è uno dei pochi luoghi da potersi considerare un mondo a parte: migliaia di storie si intrecciano fra queste mura per farsi scoprire lentamente, visita dopo visita, quasi fossero dubbiose del visitatore.Quasi fossero timide nel mostrarsi.

[Tweet “Voghera. Un manicomio sconosciuto. Silenzioso. Un universo di storie. “]

E noi cerchiamo di ascoltarli questi messaggi. Ci lasciamo catturare. Un po’ per volta. Senza mettere fretta. Senza disturbare. Perchè meritano non solo di essere ascoltati, ma indubbiamente anche di essere raccontati.

Come dalle parole di Marta:

E’ un luogo magico…entri spaventato, ignaro di quello che potresti incontrare, provi un forte malessere, vuoi scappare, soffri, ma se hai la capacità di superare il trauma lui ti aiuta a cominciare a vivere, a vedere tutto con occhi diversi, la sua energia mi ha regalato coraggio e spregiudicatezza per affrontare il quotidiano. Lì dentro sei nudo,indifeso, puoi solo lasciarti invadere da lui e dal suo carico di violenze passate che lui custodisce e preserva a monito per le generazioni future. E’ un gigante di pietra che vive e ti trapassa, fa sentire il suo silenzio, un rumore assordante che scende violento fino al tuo più nascosto meandro, ti consente di scoprirlo e di conoscerlo, di diventare parte di lui, e tu puoi solo lasciarti invadere e se riesci a dargli fiducia diventerà il tuo rifugio, un caldo ventre materno in cui ritrovarsi per uscirne trasformato. Ora non posso più fare a meno di lui, e’ un amante passionale che ti rapisce i pensieri e li monopolizza, mi chiama, mi permette di entrare, di scoprirlo, trasmettendomi una forza incredibile. Dopo nulla ha più la stessa importanza, la sua presenza vince su ogni priorità . E’ un varco verso un mondo sconosciuto, nascosto, speciale, un passaggio tra il tuo passato e il tuo futuro, tra il vecchio e il nuovo, e se riesci a dargli fiducia amandolo senza timore e senza pregiudizi lui saprà ricompensarti trasformandoti in qualcosa di grande. Questo per me è l’ospedale psichiatrico di Voghera…l’inizio di una scoperta, di un viaggio dentro di lui o forse dentro di me, un’impresa titanica per lui, per me e per tutti gli innocenti che ha accolto nei suoi cento anni di vita. Credo sia stato lui a trovare me, in realtà non so trovare il motivo razionale che mi ha portato a lui, ci sono capitata e basta…lui ha chiamato e io ho risposto al suo invito. La magia credo sia proprio in questo…un luogo dimenticato che ha accolto migliaia di anime dimenticate, trascurato e bistrattato da molti ma amato e venerato da me…forse mi rispecchio in lui. E’ una creatura tangibile, ti parla e si fa vedere per quello che è stato senza censura, senza indulgenza…ma è anche un luogo protettivo, imponente, ricco di particolari e di storie da raccontare…la metafora forse di uno stato d’animo che è stato mio da sempre…un luogo dell’anima …la mia. Ora ci siamo incontrati, ci siamo concessi a vicenda, siamo amanti…ne sono ossessionatamente gelosa, sono la sua sentinella fedele, voglio proteggerlo e conservare la sua energia , voglio riuscire a immortalarlo insieme all’emozione che solo lì riesco a sentire, un’emozione capace di fermare il tempo…

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